Franchising, retail, business
01/04/2015
Il successo di una startup è misurato dalla exit: che sia una Ipo, una acquisizione o una partnership industriale. Ecco, in ordine sparso, le “uscite” multimilionarie più importanti individuate insieme all'Osservatorio Startup del Politecnico di Milano
1. Startup italiane/ Yoox, un caso da Silicon Valley in Italia
Fondata nel 2000 da Federico Marchetti, YOOX Group è partner globale di internet retail per i principali brand della moda e del design. Come ha spiegato Marchetti al Sole 24 Ore, la startup è nata grazie a un finanziamento di 25 milioni di euro da parte del venture capital italiano Elserino Piol. L'azienda si è affermata con gli store multi-brand yoox.com, thecorner.com, shoescribe.com e numerosi online store monomarca. Yoox è stata quotata alla Borsa di Milano il 3 dicembre 2009, generando dall'Ipo 95 milioni di euro ed è stata valutata quel giorno 217 milioni di euro (oggi la capitalizzazione è di 1 miliardo e 44 milioni di euro). Di ieri la notizia della fusione con Net-a-Porter: Richemont diventa azionista della società bolognese con una quota del 50 per cento. Federico Marchetti resta CEO. I diritti di voto esercitabili da Richemont - che non potrà nominare più di 2 membri del Cda su un minimo di dodici - saranno limitati al 25 per cento.
2. Startup italiane / La semantica di ExpertSystem, da Modena al mondo
Fondata a Modena nel 1989 da Stefano Spaggiari (CEO), Marco Varone e Paolo Lombardi, Expert System ha sviluppato e brevettato tecnologie semantiche con le quali ha conquistato grandi clienti di vari settori e ottenuto una presenza internazionale con uffici in Italia, Europa e Stati Uniti (leggi qui la storia). Il suo prodotto di punta è il motore di ricerca Cogito. Si è quotata nel 2014 sul segmento Aim dedicato alla piccole e medie imprese a Piazza Affari nel 2014 con una capitalizzazione di 39,5 milioni di dollari. Oggi guarda alle startup con una serie di partnership con incubatori, acceleratori e imprese digitali: è il caso dell'accordo con Digital Magics e Nana Bianca che prevede l'integrazione del motore di ricerca a condizioni vantaggiose nelle attività iniziali delle imprese innovative.
3. Startup italiane / Gentium, il biotech d'eccellenza oggi in mani irlandesi
Nel biotech l'Italia offre diverse eccellenze, le migliori delle quali spesso finiscono in mani straniere. È il caso di Gentium, che ha sede a Villa Guardia, nelle vicinanze di Como, e nasce nel 1993 da uno spin-off di Crinos (azienda poi passata sotto il controllo del gruppo tedesco Stada) con lo scopo di sviluppare nuovi farmaci destinati alle malattie della coagulazione. A fine dicembre 2013 viene comprata dal gruppo irlandese Jazz Pharmaceuticals Plc per 1 miliardo di dollari. Obiettivo mettere le mani su Defitelio, farmaco per curare una rara condizione epatica.
4. Startup italiane / Intercept, il fenomeno del Nasdaq
Non è propriamente una azienda italiana, ma in Italia è nata l'idea e italiano è parte del capitale. Alla base di tutto c'è un farmaco innovativo per la cura del fegato ideato da Roberto Pellicciari dell'università di Perugia, cofondatore di Intercept che però nasce come azienda in America. Genextra, società milanese di investimenti nelle life sciences co-fondata da Francesco Micheli, diventa il principale azionista con il 31,5%. Nel 2012 l'Ipo a Wall Street, mentre nei primi 6 mesi del 2014 il balzo delle azioni arriva al 600% e diventa un caso. Oggi la capitalizzazione è di 6,73 miliardi di dollari.
5. Startup italiane / Jobrapido, la Google dei talenti che piace agli inglesi
Jobrapido è un motore di ricerca per le offerte di lavoro lanciato nel 2004. La startup nasce a Milano per iniziativa di Vito Lomele con 200mila euro e una visione internazionale. Dopo 6 mesi ha un business sostenibile e da quel momento continua a crescere grazie alla pubblicità. Nel 2012 la società Evenbase del gruppo editoriale Dmgt (Daily Mail and general trust) ha acquisito il 49% del capitale dai soci tedeschi e italiani per 30 milioni di euro. Lomele resta alla guida con il 51%.
6. Startup italiane / Buongiorno e Dada, la internet italiana della prima ora
Sono due tra i grandi nomi della internet italiana della prima ora. Siamo nel 1999, e Buongiorno viene fondata da Mauro del Rio. Diventa una multinazionale leader nell'offerta di servizi e soluzioni mobile, quotata alla Borsa di Milano. Nel 2011 acquisisce Dada.net. Quest'ultima è una costola di Dada, fondata nel 1995 da Paolo Barberis, Angelo Falchetti, Jacopo Marello e Alessandro Sordi. Nel 2013 il controllo di Dada è passato a Rcs e successivamente alla Orascom del magnate egiziano Naguib Sawiris. Buongiorno, invece, è stata quotata presso la Borsa di Milano fino all'OPA proposta dalla giapponese NTT DoCoMo, andata a buon fine nell'agosto 2012. Ha così acquisito la quasi totalità dell'azienda per 209 milioni di euro.
7. Startup italiane / Mutuionline: dai tempi della bolla all'Ipo
Nasce anche essa nella prima era di internet, ma ha resistito alla famosa bolla e oggi è tutt'altro che una startup. Fondatori Marco Pescarmona e Alessandro Fracassi. Il Gruppo MutuiOnline ha introdotto in Italia il servizio di confronto su internet tra le offerte di mutui e prestiti personali, conti bancari, assicurazioni per auto e moto, tariffe per abbonamenti telefonici e adsl, gas, ed energia elettrica. Dal 6 giugno 2007 la società è quotata alla Borsa di Milano. Dal bilancio 2014, il Gruppo – che offre anche servizi alle aziende - ha un fatturato consolidato di circa 68,3 milioni di euro (+33,8%) e un utile netto di quasi 10 milioni di euro, in crescita del 159%.
8. Startup italiane / Ethical Oncology Science, il biotech che piace agli americani
Eos, nata a Milano nel 2006 grazie ai fondatori Silvano Spinelli (CEO), Gabriella Camboni, Ennio Cavalletti e Jacques Terrillat, inizia un percorso di crescita grazie a finanziamenti francesi, olandesi e italiani (il fondo Principia I). Il gioiello dell'azienda biotech è l'esclusiva mondiale per lo sviluppo e la commercializzazione dell'antitumorale Lucitanib. Piace a Clovis, azienda biofarmarceutica americana che la compra per 450 milioni di dollari nel 2013.
9. Startup italiane / Facile.it, il comparatore di tariffe
Fondata a Milano nel 2010, la società gestire il popolarissimo sito Facile.it che compara tariffe di polizze assicurative, bollette e conti correnti. È stata fondata da Mauro Giacobbe e Angelica Pellizzari e nel 2011 ha ricevuto investimenti dalla famiglia Berlusconi. Nel settembre 2014 il fondo inglese Oakley Capital ha rilevato il 75% del capitale per 100 milioni di euro.
10. Startup italiane / Capitalizzazione da 71 milioni per Axelero
Sulle startup c'è stata una nuova fiammata di interesse negli ultimi 2 anni e un ritorno alla Borsa, dopo il finire degli anni Novanta, sul segmento Aim dedicato alle pmi. Uno dei casi recenti con una elevata capitalizzazione è Axelero, una internet company che offre servizi di pubblicità e comunicazione digitale ed è stata fondata nel 2008 da Leonardo Cucchiarini (CEO) e Stefano Maria Cereseto. Si è quotata nel 2014 con una capitalizzazione di 71 milioni di euro.
11. Startup italiane / Triboo Media, ovvero quotarsi in Borsa a 27 anni
Pubblicità ed editoria digitale, i semi di quella che sarà Triboo Media vengono piantati nella friulana Zòppola (Pordenone) all'inizio degli anni Duemila. L'attività sui primi siti internet Alberto Zilli la avvia quando è adolescente, mentre nel 2005 conosce Giulio Corno e dalla loro collaborazione nasce Triboo Media. È un'azienda specializzata in pianificazione pubblicitaria online di ultima generazione, che gestisce anche il portale Leonardo.it. Nel marzo 2014, quando Zilli ha 27 anni, arriva la quotazione all'Aim di Milano per 64 milioni di euro. A giugno dello stesso anno ha acquisito il 100% di Gruppo HTML, editore di nove siti tematici di proprietà complementari all'offerta di Triboo, da html.it a Motori.it. L'accordo non è solo editoriale ma anche pubblicitario perché Html ha una propria concessionaria, la Tag Advertising.
12. Startup italiane / Il vaccino antiebola di Okairos
Di Okairos si è parlato molto recentemente per via dello sviluppo, nei laboratori napoletani, del vaccino antiebola. È stata fondata nel 2009 da uno spinoff di ricerca guidato dallo scienziato Riccardo Cortese. Sviluppa vaccini contro le malattie rare. La società ha una sede principale a Basilea, Okairos AG, una filiale nel centro di Biotecnologie del CEINGE di Napoli, Okairos srl, e una joint venture, a Pomezia, Advent srl, presso l'IRBM Science Park. Nel 2013 Okairos AG, la casa madre svizzera, è stata acquistata dalla GlaxoSmithKline per 260 milioni di euro.
13. Startup italiane / Octo, le scatole nere che parlano russo
Viene fondata a Roma nel 2002 da Fabio Sbianchi e offre un sistema di servizi telematici per compagnie assicurative, autonoleggio, flotte e case auto. Con il tempo tra gli investitori entra il fondo Charme II della famiglia Montezemolo. Nel 2014 l'acquisizione da parte della russa Renova Group per circa 400 milioni di euro.
Fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2015-03-31/yoox-caso-silicon-valley-italia-192423.shtml?uuid=ABtF3SID&nmll=2707#navigation