Franchising, retail, business
03/08/2017 - Non solo produttori. Il nostro Paese è anche un’eccellenza per quanto riguarda il retail di prodotti cosmetici, come dimostrano i nomi di Kiko, L’Erbolario, Bottega Verde e Kelémata
Il 60% dei prodotti cosmetici venduti nel mondo è italiano. Lo si legge nel libro Italian beauty, il mercato italiano della bellezza tra sogno e innovazione edito da Rizzoli nel 2014, nel quale si spiega come l’Italia sia il paese più autorevole in materia di produzione e distribuzione dei prodotti per l’estetica.
Si tratta di un settore, quello della cosmesi, che comprende diversi tipi di società, da quelle produttrici (per le farmacie o per la grande distribuzione) a quelle attive nel retail, e comprende anche realtà che si occupano di mercati più piccoli come l’erboristeria e la produzione dedicata a operatori professionali.
Aziende storiche che guardano al futuro
L’azienda retail principale è Kiko, di proprietà di Percassi, realtà bergamasca attiva principalmente nei settori del real estate e del fashion retail. Brand nato nel 1997 come Kiko Milano all’interno dello storico negozio milanese di Fiorucci, oggi è una realtà che fattura oltre 600 milioni di euro (dati 2016), con 1.007 negozi in 20 Paesi e un e-commerce in 36 Paesi. Successo a cui Kiko è giunto segmentando la sua offerta (composta principalmente da make up e qualche profumo) su un pubblico giovane, alla ricerca di prodotti alla moda ma al contempo cheap.
Poi ci sono società come L’Erbolario (86 milioni), che in 40 anni di storia è passata dall’essere una piccola bottega artigiana a svettare come multinazionale del made in Italy con un giro d’affari di 80 milioni e 170 dipendenti, che diventano quasi 900 con il franchising. Il segreto del successo di quest’azienda lodigiana? Avere sempre un occhio puntato all’innovazione: la logistica dell’azienda è infatti interamente automatizzata, con un processo produttivo che si ridisegna di continuo, per stare al passo con le nuove tecnologie. Uno degli obiettivi per il futuro è infatti la mass customization, vale a dire la personalizzazione del prodotto, che diventa “ritagliato” sul cliente.
Tra i retailer spiccano poi Bottega Verde (azienda con il quartier generale a Pienza, in Toscana), con 108 milioni fatturati nel 2016, e Kelémata (nata a Torino nel 1919, 80 milioni di fatturato annuo), attive sia nella produzione che nel retail.
La bellezza si muove online
Ma il retail non si limita al punto vendita, per così dire, materiale. Uno dei fattori che ha spinto il settore della cosmesi negli ultimi anni è infatti l’e-commerce. Secondo i dati pubblicati da Cosmetica Italia, nel 2016 gli acquirenti online di prodotti per l’estetica e la cosmesi sono cresciuti del 18% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 4,7 milioni. Per quanto riguarda la scelta del canale d’acquisto, il sito web continua a prevalere rispetto all’app: l’89% degli acquisti è stato effettuato sul sito contro l’11% di acquisti effettuati su app. Perché si sceglie sempre di più l’online? A quanto traspare dai dati, soprattutto per una questione di prezzo (29,4%), per la presenza di offerte speciali (27,1%) e di prodotti particolari (21,3%) e infine per la vasta scelta a disposizione sui siti e-commerce (19,6%).
Oltre agli e-retailer, vale a dire negozi nati direttamente on-line, come Ebranditalia e Neve, questo canale è ormai molto amato anche dai produttori diretti, che cercano nel web una corsia preferenziale per collegarsi con i consumatori finali.
Fonte:http://www.borsaitaliana.it/notizie/food-finance/lifestyle/cosmeticiretail.htm